lunedì, 06 aprile 2009

Il terremoto è l’evento naturale più terrificante.

In pochi interminabili secondi una vita può essere distrutta e il frutto di una vita può essere perso per sempre.

Contro il terremoto c’è poco da fare. Non lo so, forse (e dico forse!) se ne possono avere delle avvisaglie, ma non si sa quando arriverà e di che intensità sarà e non si può chiedere alle persone di vivere in costante stato di allerta.

Quello che si potrebbe fare, ma non si fa, è attuare dei piani edilizi che tengano conto delle normative antisismiche, soprattutto in zone ad elevato rischio; ma non sta a me dare lezioni in questo senso e le polemiche hanno già riempito pagine di giornali e canali radio-televisivi.

Il terremoto ha ancora altro, di terribile: mette a nudo le intimità. Attraverso le pareti sventrate è possibile vedere gli interni delle stanze, i lampadari, gli armadi, gli specchi, i letti; tutto è esposto agli occhi di tutti, il guscio che normalmente ci protegge, quello nel quale ci sentiamo protetti, non c’è più e ci sentiamo persi.

Ma il terremoto mette a nudo anche le miserie dell’animo umano; a poche ore dai crolli e a pochi metri dai luoghi dove si scava per cercare di trovare qualcuno da salvare, c’è chi invece scava per mettersi in tasca i beni di qualcuno che forse non si può più salvare.

Vorrei dire a queste persone che non c’è parola adatta a descrivere lo schifo che provo per loro.

E vorrei sperare che non si stia attuando anche un’altra forma di sciacallaggio: quello politico.

Personalmente, ritengo che in situazioni come questa i politici non debbano recarsi sui luoghi delle sciagure, perchè le macchine organizzative per garantire la loro sicurezza ed incolumità rischiano inevitabilmente di intralciare la macchina dei soccorsi. I messaggi di cordoglio e le conferenze stampa si possono fare anche da altri luoghi e la vicinanza dello Stato e del Governo non è con le chiacchiere che si dimostra, ma con i fatti, soprattutto quando l’emergenza sarà finita e bisognerà rimettere in piedi case, fabbriche, laboratori, negozi e dignità personali.

Vi prego, signori politici, almeno questa volta, evitate di trasformare questa catastrofe in una campagna elettorale “gentilmente offerta” dai cittadini della Regione Abruzzo.

Alle persone colpite dal terremoto vorrei trasmettere il mio calore e la mia comprensione. So cosa vuol dire, ci sono passata nel 1980, e so che vi aspetteranno settimane di panico. La paura no, quella non passerà mai. Ogni vibrazione, ogni scricchiolio, ogni lieve movimento, vi susciteranno terrore e la voglia di scappare e mettersi in salvo sarà grande. Per sempre.

postato da: thowanda alle ore 19:17 | Permalink | commenti (2)
Commenti
#1    06 Aprile 2009 - 19:50
 
avere paura anche del vento... questa è la paura che segue sempre un terremoto...

... io l'ho vissuto nel 1997, fortunatamente abito in una zona un po' distante da Colfiorito e vari (gli epicentri di quella volta), e quindi senza danni...

bisogna però dare anche atto che era almeno un mese che c'era attività sismica in Italia... questo non significa che il terremoto di oggi si potesse prevedere (nella maniera più assoluta), ma qualche avvisaglia c'è stata... ieri sera qua (nel Montefeltro) abbiamo "assistito" anche ad un'altra scossa (verso le 22:30) con epicentro in emilia-romagna!!! Poi alle 3 e 32 anche quello de L'Aquila, e per sentirsi così bene a oltre 300 Km...
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#2    06 Aprile 2009 - 23:11
 
quello di ieri sera nel forlivese l'ho sentito anche io a Firenze. lieve, solo una sensazione come di vertigine, al punto che non ho capito subito che si trattasse di un terremoto, ma mi sono comunque girata a guardare l'orologio: erano le 22,21. la conferma l'ho avuta dopo 10 minuti su facebook, da una mia amica di ferrara. Purtroppo la zona dell'appennino è una zona sismica e le avvisaglie ci sono, ma come si fa, ripeto, a dire alle persone "guardate che ci potrebbe essere una forte scossa", senza dir loro dove e quando? Come si fa a scatenare il panico senza poter dare anche una soluzione? Quelli che vivono sulla Faglia di San Andrea, in California, vivono quotidianamente con l'incubo del "big one", il terremoto dei terremoti, eppure stanno lì, cos'altro devono fare? io sono scappata via da salerno dopo il 1980, e sono andata a vivere in una zona apparentemente non sismica (la pianura lodigiana), ma questo non mi ha messo al riparo dalla paura per il terremoto di brescia di qualche anno fa, quando il mio letto si è mosso talmente violentemente da svegliarmi.
il terremoto della scorsa notte in abruzzo è stato avvertito così lontano perchè, oltre ad essere stato molto violento, è stato molto lungo ed è stato superficiale. ho letto su internet che l'epicentro era a soli 8,8 km. praticamente niente. e questo ha consentito all'onda sismica di allargarsi. e probabilmente anche questa è stata la causa del crollo di costruzioni realizzate con criteri antisismici. io non credo che ci siano delle cure. purtroppo è un male col quale bisogna convivere, anche se non è facile. prendi i giapponesi: loro sono all'avanguardia per quanto riguarda le costruzioni antisismiche eppure di tanto in tanto qualche scossa più violenta delle altre riesce a provocare danni e vittime anche lì.
E comunque una cosa è certa: un terremoto lascia cicatrici nell'anima che non guariscono mai.
Ti saluto e ti ringrazio per il tuo commento al mio post.
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categoria:abruzzo, paura, solidarietà, aquila, ministri, vittime, terremoto, propaganda elettorale, sciacallaggio, intralcio